Nel 2023, due nuovi membri
sono stati nominati: Gage Fleegle e Jeffrey
Winder. Flegal ha iniziato la sua carriera presso la Bethel
nel 1991, il che significa che non ha più
avuto un normale impiego
remunerato da ben 33 anni.
Winder, invece, si è unito a Bethel nel 1990, accumulando così 34
anni senza un impiego secolare.
Kenneth
Cook, nominato nel 2018, ha iniziato a lavorare alla Bethel
nel 1984, rendendo i suoi anni di distanza dal comune mondo lavorativo di addirittura 40. Mark
Sanderson, membro dal 2012, è l'unico che ha lavorato
relativamente di recente, avendo
lasciato un normale lavoro retribuito "solo"
27 anni fa, nel 1997.
A partire dal 2005, Jeffrey
Jackson è l'unico membro ancora in servizio tra i due
nominati quell'anno (Anthony Morris è stato rimosso nel 2023).
Jackson non ha un lavoro regolare dal 1979, accumulando 45
anni di servizio esclusivamente religioso.
L'analisi continua con
Samuel Herd e Steven Lett,
entrambi nominati nel 1999. Herd ha lasciato il lavoro secolare nel
1965, e Lett nel 1979, rispettivamente 59 e
45 anni fa. Infine, il membro più anziano del gruppo,
Garrett Loesch, non ha più
lavorato "nel mondo" dal 1963, accumulando un totale di 61
anni senza un impiego.
Implicazioni
della Mancanza di Esperienza Lavorativa Recente
Questa lunga assenza dal
mondo del lavoro, quello con regolare busta paga, da parte dei membri del Corpo Direttivo, solleva interrogativi significativi circa la
loro capacità di comprendere e affrontare le sfide economiche
moderne. Vivendo per decenni in
un contesto sostenuto da donazioni, con tutti i bisogni materiali
ampiamente soddisfatti, questi leader possono facilmente perdere il
contatto con la realtà vissuta dai Testimoni di Geova comuni,
che invece devono affrontare le difficoltà di trovare e mantenere un
impiego, sostenere una famiglia e far fronte a crescenti pressioni
economiche. Un
esempio evidente di questa disconnessione è la
persistente avversione del Corpo Direttivo verso l'istruzione
superiore. Nonostante i cambiamenti economici globali che
rendono l'istruzione avanzata quasi indispensabile per ottenere
lavori ben retribuiti, il Corpo Direttivo
continua a scoraggiare fortemente l'iscrizione
all'università. Questo atteggiamento potrebbe riflettere una visione del
mondo ormai datata, basata sulle esperienze lavorative di decenni
fa, quando un diploma di scuola superiore poteva ancora garantire un
impiego stabile e ben retribuito.
Di seguito 3 citazioni da alcuni video, da loro prodotti, che scoraggiano fortemente l'istruzione superiore:
1:
Ti spingeranno ad andare all'università, perché sei desiderabile
per loro grazie, alla formazione ricevuta dall'organizzazione di
Geova. Ma non lasciarti ingannare nel pensare che l'istruzione
superiore ti renderà felice. Non lasciarti ingannare.
2: Ho sempre detto: più
prestigiosa è l'università, maggiore è il pericolo.
3: La maggior parte degli
studenti universitari va lì per avere uno standard di vita più
alto; alcuni per la fama, ma la maggior parte per il denaro. A volte,
i figli non vorrebbero nemmeno andare, ma sono i genitori a
spingerli, perché vogliono poter dire: 'Mio figlio è un dottore'.
Ma è davvero questo ciò che dobbiamo perseguire in questi tempi
vicini ad Armaghedon? Ora, alcuni hanno buone
motivazioni, e se è così, non li giudicheremo. È una decisione
personale. Alcuni pionieri sono andati all'università e avevano
buone motivazioni, ma abbiamo perso davvero troppi giovani a causa
del mondo. È una sorta di pericolo. Ricorda, rilassa le spalle
e cerca di stare tranquillo. Al liceo, nell'isola di Tasmania, ho
vinto diversi premi per meriti accademici. Tuttavia, è arrivato il
momento di prendere una decisione seria: avrei accettato una borsa di
studio per andare all'università? Per quanto amassi i libri e
l'apprendimento, sono grato che mia madre mi abbia aiutato a
sviluppare un amore ancora più grande per Geova. Con il consenso dei
miei genitori, ho lasciato la scuola e ho iniziato a fare il pioniere
a gennaio 1971, all'età di 15 anni, dopo aver ottenuto il
certificato scolastico richiesto.

Inoltre,
l'assenza prolungata dal mercato del lavoro può contribuire a una
visione idealizzata e irrealistica della vita quotidiana. Le
direttive del Corpo Direttivo su temi come l'autosufficienza
finanziaria, il ruolo della donna nel mondo del lavoro e l'importanza
del sacrificio personale, spesso non tengono conto delle realtà
economiche moderne. Ad esempio, l'affermazione secondo cui "se
sei disoccupato, è colpa tua" non considera le complessità del
mercato del lavoro contemporaneo, che può essere ostile, competitivo
e spesso ingiusto.
Conclusione:
Un Invito alla Riflessione Critica
Alla luce di questa
analisi, emerge chiaramente che le esperienze lavorative ormai
lontane nel tempo dei membri del Corpo Direttivo potrebbero non
fornire una base adeguata per comprendere le sfide economiche e
lavorative che i Testimoni di Geova devono affrontare oggi. Quanto le
direttive provenienti da un gruppo così isolato dal mondo secolare
sono realisticamente utili e quanto dannose? Come
si possono conciliare le direttive del Corpo Direttivo con le realtà
economiche attuali? È giusto che i leader religiosi, così distanti
dalla vita quotidiana dei loro seguaci, continuino a dettare linee
guida su temi così cruciali come l'istruzione e l'impiego?
Mentre la fede e la
devozione rimangono aspetti fondamentali della vita di ogni Testimone
di Geova, è essenziale che ogni individuo
consideri attentamente le implicazioni pratiche delle direttive che
segue, per garantire che la propria vita sia gestita con
saggezza, equilibrio e consapevolezza delle sfide moderne.
Simulazione di dialogo
La critica diffusa, soprattutto tra molti ex-Testimoini di Geova, è che queste persone vivono comodamente in ambiente protetto e da li si permettono di dispensare regole di vita e direttive agli affiliati che invece, oltre a essere sottoposti, sono meno fortunati e sono esposti alle criticità della vita normale (insomma: il classico "arrivare a fine mese"). Per questo motivo, un po' goliardicamente ma anche seriamente, ho voluto evidenziare queste critiche simulando un possibile dialogo tra 2 membri del Corpo Direttivo i quali sono ben consapevoli dei privilegi, e come fanno i nostri cari politici non ci pensano proprio a togliere il ... dalla poltrona. Ovviamente, ripeto, è una simulazione, questa conversazione non è mai avvenuta. Consideratela per l'ironia che esprime e per la critica a cui da voce.

Warwick,
Sede Centrale dei Testimoni di Geova, un tardo pomeriggio. Il sole
sta calando oltre il lago, tingendo il cielo di arancione.
All'interno di uno degli eleganti saloni della sede, Stephen e
Marksono su comode poltrone di pelle, sorseggiando
un tè caldo. Un vassoio di dolci finemente preparati è posizionato
tra di loro. L'atmosfera è rilassata, quasi familiare, mentre fuori
dalla finestra si vedono i giardini ben curati e il luccichio
dell'acqua del lago.
Stephen
(sorridendo con fare sornione):
Hai notato, Mark, come le contribuzioni siano aumentate quest'anno?
Quasi un record, direi. I fratelli devono essere stati
particolarmente generosi.
Mark (ridendo
leggermente, inclinando la testa):
Oh, sicuramente. Mi domando se si rendano conto di quanto sia facile
per noi qui a Warwick vivere in questo modo. Sai, a volte mi chiedo
se davvero comprendano il sacrificio che fanno.
Stephen (alzando un
sopracciglio, con un tono ironico):
Sacrificio, dici? Per loro, forse. Per noi, direi che è una
benedizione. Dopo tutto, chi potrebbe dire di no a una vita così
comoda? Il lavoro che facciamo è... beh, spirituale, no?
Mark (facendo una
pausa per sorseggiare il tè, guardando fuori dalla finestra):
Spirituale, sì... ma decisamente privo delle preoccupazioni terrene,
come pagare bollette o fare la spesa. (Ridacchia) A volte mi sembra
di vivere in un sogno.
Stephen (con un
tono pensieroso, ma ancora divertito):
Un sogno, già. Mi fa quasi sorridere quando penso a quanti si
svegliano alle prime luci dell'alba, si affrettano a prendere il
treno, e poi passano l'intera giornata in ufficio... solo per tornare
a casa stanchi e stressati. E tutto questo, mentre noi siamo qui, a
guidare loro, seduti su queste poltrone così confortevoli.
Mark (sorridendo,
inclinando il capo di lato):
Non dimenticare i viaggi. Ogni anno, un nuovo luogo esotico da
visitare. Qualcosa di cui parlano nelle riviste patinate... e noi lo
viviamo in prima persona. Ricordi quella volta in Sud America?
L'accoglienza, i pasti... e quella suite in hotel con vista
sull'oceano!
Stephen (ridendo
apertamente ora):
Oh sì, difficile dimenticare. Sai, mi chiedo quante donazioni sono
state necessarie per finanziare quel piccolo soggiorno. Non che mi
senta in colpa, ovviamente. Dopotutto, siamo al servizio di una causa
più grande, no? ---
Mark (scrollando le
spalle con un'espressione ironica):
Naturalmente. E quale modo migliore per servire se non mantenendo il
morale alto, vivendo bene, riposati e... ben nutriti. (Punta il
cucchiaino verso i dolci) Prendi un altro di questi. Sono divini. E
poi, non possiamo davvero guidare i fratelli se siamo affamati o
stressati, giusto?
Stephen (prendendo
un dolce e mordendolo con gusto):
Giusto, giusto. (Si lecca le dita con soddisfazione) Sai, Mark, a
volte mi chiedo... quanto tempo ci vorrà prima che qualcuno inizi a
farsi delle domande? Riguardo a tutto questo... (fa un ampio gesto
che abbraccia la stanza) lusso.
Mark (serio per un
attimo, poi ridacchiando di nuovo):
Oh, Stephen... anche se qualcuno lo facesse, chi avrebbe il coraggio
di dire qualcosa? Sai bene quanto sono devoti. E comunque, chi
potrebbe mai immaginare che ci stiamo godendo così tanto questo...
(fa una pausa, cercando la parola giusta) servizio?
Stephen (con un
sorriso complice):
Già, chi potrebbe mai sospettarlo? Dopo tutto, siamo i loro pastori,
no? E un pastore deve pur essere ben nutrito per prendersi cura del
gregge.
Mark (ridendo,
annuendo convinto):
Esattamente! E così, continueremo a fare il nostro lavoro,
accettando le loro contribuzioni con gratitudine. Perché, alla fine,
tutto questo non è solo per noi... è per il bene della nostra
organizzazione. E loro, lo sanno.
Stephen (con un
tono quasi solenne, ma ancora con un sorrisetto):
Lo sanno. E noi... dobbiamo solo continuare a fare ciò che abbiamo
sempre fatto. (Prende un altro dolce, godendoselo lentamente)
Dopotutto, qualcuno deve pur farlo.
Mark (alzando la
tazza di tè in un brindisi simbolico):
Alla nostra missione, allora. E alla nostra... modesta vita di
servizio.
Stephen (alzando la
tazza, incontrando lo sguardo di Mark con un sorriso complice):
Alla nostra missione. E al... conforto che ne deriva.
Il dialogo si
conclude con i due che ridono, godendosi il loro tè in un ambiente
di lusso. Il sole continua a calare, proiettando lunghe ombre sulle
pareti della stanza, mentre fuori dalla finestra, il mondo continua a
girare.
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